Lettera aperta degli Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna al Ministro Gelmini

L’Assemblea degli Allievi, venerdì 26 novembre, ha deliberato la spendita del nome degli Allievi in relazione al documento che di seguito trascriviamo. Esso è stato inoltre citato in un articolo riportato sull’home page del website de “Il fatto quotidiano”.

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Gli Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna intendono manifestare il proprio dissenso in merito ai gravi provvedimenti del Governo in materia di scuola, università e ricerca, attualmente all’attenzione del Parlamento nella forma del disegno di legge A.C. 3687 (“ddl Gelmini”).

La nostra presa di posizione è motivata dall’inadeguatezza delle misure proposte in rapporto alle ormai inderogabili esigenze di riforma dell’università e della ricerca universitaria. Queste misure appaiono in tutta la loro gravità se inquadrate nella progressiva compressione del sistema di finanziamenti attuata dal Governo per questo settore.

Riteniamo invece fondamentale, soprattutto nei momenti di crisi economica, potenziare i finanziamenti volti all’operatività ed allo sviluppo dei settori della formazione in virtù dell’importanza dell’università e della ricerca per il progresso sociale, culturale ed economico del Paese.

Affinché tale progresso sia possibile, è necessario attenersi ad alcuni principi generali che dovrebbero connotare ogni riforma del nostro sistema universitario.

Devono essere garantiti la dignità ed il ruolo primario dell’università pubblica nella formazione e nella ricerca.

Devono essere garantiti l’autonomia, la stabilità, il pluralismo del sistema universitario.

  • La prevista partecipazione di privati ai consigli di amministrazione potrebbe provocare la subordinazione delle attività didattiche e di ricerca delle università a logiche di mercato.
  • La delega all’Esecutivo quale emerge dal disegno di legge comporta un tale margine di discrezionalità da essere a priori contestabile; una delega tanto vasta appare ancora più inopportuna nell’attuale situazione di instabilità.

Deve essere premiato il merito, sul presupposto della garanzia del completo e libero accesso al sistema universitario con un adeguato sistema di diritto allo studio.

  • A fronte di un settore strategico che strutturalmente richiede principi chiari e criteri specifici, questi provvedimenti risultano sostanzialmente indeterminati proprio con riferimento ad alcuni punti qualificanti la riforma, quali la ripartizione delle risorse tra gli atenei, la valutazione della ricerca e la gestione del fondo per il merito.
  • Le previsioni in esame determinano una sostanziale dequalificazione dei dottorati, eliminando ad esempio la quota minima di borse di studio che ogni programma di dottorato deve attualmente prevedere; ciò è ancora più grave se si considera l’apporto strategico alla ricerca e alla didattica dei dottorati stessi.
  • I percorsi di tenure-track proposti non garantiscono nessuna certezza di valorizzazione del ruolo dei ricercatori e non rappresentano che una riproposizione del già sperimentato modello di contratto di ricerca a tempo determinato.

Devono essere predisposte risorse certe e strumenti idonei alla realizzazione dei principi di cui sopra.

  • Il disegno di legge non predispone un’adeguata copertura finanziaria per le misure proposte; non è chiaro come questi provvedimenti possano evitare di gravare sulle finanze pubbliche come esplicitamente dichiarato nel disegno di legge.
  • Il sistema che questo disegno di legge contribuisce a delineare aggraverà il fenomeno della fuga dei cervelli; il costante deflusso verso l’estero di persone formate all’interno del nostro sistema universitario determinerà il mancato ritorno delle risorse investite nella formazione delle stesse, in contraddizione con gli intenti di razionalizzazione delle spese dichiarati da questo Governo.

Laddove non si agisca in conformità a questi principi generali, verrebbero disattese le finalità proprie del nostro sistema universitario quale delineato nella nostra Costituzione: la libertà e l’autonomia della formazione e della ricerca universitarie, il diritto di ogni cittadino all’accesso ad esse, l’intrinseca funzione del sistema universitario quale strumento di mobilità sociale.

Chiediamo che il Governo riveda le posizioni espresse in questo disegno di legge per le motivazioni qui evidenziate, sulla base del senso di responsabilità che è necessario riguardo a temi che investono le condizioni sociali, culturali, economiche del Paese, non solo nell’immediato presente, ma anche e soprattutto per il futuro.

Pisa, 27 novembre 2010

Gli Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna

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